Il viaggio dell’eroe: un manuale per la vita

Il viaggio dell’eroe nelle imprese è la storia di tante donne e uomini che, a un certo punto della loro vita, hanno deciso iniziare un’impresa

Il termine “impresa” identifica comunemente le attività aziendali che hanno come scopo il profitto. Impresa è l’attività di imprendere, anche senza profitto

Ma il termine impresa esprime sentimenti come la fatica, il coraggio e la tenacia. Quando usiamo l’affermazione “è stata un’impresa”, attribuiamo all’agire la fatica, il sacrificio, fino all’atto eroico.

E l’eroe, in modo più o meno consapevole, è l’artefice e il protagonista delle nostre vite, più di quanto possiamo immaginare. Lo scopriremo in questo articolo.

Eroe ha la sua origine etimologica nel latino “heros”, in mitologia l’eroe è un essere con doti prodigiose e, nel significato corrente, collegato a persona con grande spirito di abnegazione e sacrificio, per ideali nobili.

In condizioni normali eroe è chi compie gesta straordinarie, rischiando la propria vita per salvare quella di altri con imprese epiche, da prima pagina.

Ma succede anche che, in situazioni particolari, azioni che nella normalità vengono considerate ordinarie, si trasformino in eventi straordinari

Il covid-19 ha messo in evidenza gli eroi di un quotidiano, spesso dato per scontato e passato inosservato. 

Negli ultimi mesi sono stati accantonati gli eroi del calcio, del mondo dello spettacolo e quello del business, a favore di categorie come i ricercatori, i medici e gli operatori del sistema sanitario che si prendono cura giorno dopo giorno di vite umane.

Donne e uomini che si sono sacrificati senza sosta per far fronte all’emergenza sanitaria. È certo che il loro agire è un modus operandi, ma solo in un momento storico particolare, come quello attuale, sono stati visti come degli eroi.

Il viaggio dell’eroe è, prima di tutto, un passaggio personale che parla di umanità, di fragilità e di coraggio

 

Il viaggio dell’eroe: leggere il mondo e l’arte

Chi lavora nel mondo dell’arte, soprattutto in ambito letterario, teatrale e cinematografico sa che la costruzione narrativa delle storie rappresentate nei libri, nelle rappresentazioni in genere, seguono la traccia del viaggio dell’Eroe.

I precursori nello studio e nell’analisi di questo argomento sono stati Carl Jung e Joseph Campbell. Campbell, nel suo libro “L’eroe dei mille volti”, traccia un percorso per la lettura e l’interpretazione dei simboli, una vera e propria grammatica dei simboli.

Il symbolum, in origine, era un oggetto diviso a metà, le cui parti riunite permettevano ai possessori di riconoscersi, un vero e proprio segno di identificazione. Non è solo un “segno”, ma un oggetto che ha in sé una forza che interviene sulla coscienza dell’individuo.

Attraverso una raccolta di racconti e di miti popolari provenienti da tutto il mondo, Campbell produce un resoconto che evidenzia quanto nell’agire umano si ripetano degli schemi e dei comportamenti comuni nell’umanità.

Per chi desiderasse approfondire l’argomento consiglio il libro “Il viaggio dell’Eroe” di Christopher Vogler, manuale ad uso di scrittori di narrativa e di cinema.

Dopo averlo letto, leggerete i libri e guarderete i film con uno spirito di osservazione decisamente diverso. In fondo, come dice l’autore nella prefazione, “il viaggio dell’Eroe è un libretto di istruzioni completo per la vita.”

 

Brand Journalism: storie di eroi nelle storie d’impresa?

Ma cosa c’entra il viaggio dell’eroe nelle storie d’impresa?

C’entra, perché nelle storie d’impresa, nella maggior parte dei casi, si può riconoscere il vissuto dell’eroe

L’eroe lascia il suo mondo ordinario, chiamato dall’avventura. Nella maggior parte dei casi ha dei dubbi e subito non accetta, rifiuta l’ipotesi. Incontra un mentore che lo aiuta a varcare la prima soglia. Nel cammino deve superare prove, incontra nemici e alleati, affronta la sfida centrale e riceve la ricompensa. Si incammina verso casa dove sperimenta il vero cambiamento, resurrezione compresa, trionfante con il meritato elisir.

Proviamo a calare questa sequenza nelle imprese.

Spesso le aziende nascono da opportunità casuali, da situazioni di disagio, da una ricerca interiore. 

Il primo impatto è il dubbio per tutti, perché l’indole umana è fortemente resistente ai cambiamenti e apprezza la zona comfort della vita. Succede che casualmente si incontri la persona giusta al posto giusto, quella che dà fiducia e aiuta a superare le paure e i pregiudizi. Così, inizia il percorso aziendale e capita più o meno a tutti di incontrare persone poco fedeli, ma anche alleati determinanti. E la prova, il fallimento che non ti aspettavi, l’affare andato male. Ma dietro a ogni problema c’è un’opportunità. L’impensato e l’insperato portano la ricompensa. È tempo di tornare a casa. Non sei più la stessa persona che aveva paura di iniziare il cammino, hai nozioni, conoscenze e consapevolezza che non avevi prima di partire. 

L’elisir? Dipende dai valori, possono essere quantità ingenti di denaro o la gioia di aver distribuito benessere ai collaboratori, tangibile in stima e riconoscenza.

Questa storia è abbastanza vicina alle realtà di molti soggetti che si sono avventurati nel viaggio chiamato “impresa”.


Cosa fa il Brand Journalist con il viaggio dell’eroe nell’impresa?

Che collegamento esiste tra il Brand Journalism e il viaggio dell’eroe nelle imprese?

Esiste una sinergia perfetta che aiuta il narratore (il brand journalist), a capire attraverso la conoscenza del paradigma del viaggio dell’eroe, la storia dell’imprenditrice e dell’imprenditore – il soggetto narrante (l’eroe) – e l’evoluzione del suo viaggio nell’impresa. 

Il Brand Journalist, cammin facendo, diventa quel mentore che aiuta a valicare il primo ostacolo, l’alleato che dissolve gli effetti dei nemici o il soggetto che mette in evidenza il risultato raggiunto e lo racconta al mondo. Perché la narrazione è un potente e fidato strumento, se ben usato.

Il mentore, nel nostro caso il Brand Journalist, aiuta a valicare il primo ostacolo, attraverso il giornalismo investigativo, indagando i perché, i cosa, i quando, i dove e i chi dell’impresa.

Indagine che diventa strumento determinante per costruire una visione chiara, prima, durante e dopo l’inizio dell’impresa. Quella che in gergo imprenditoriale viene definita la “vision d’impresa“. 

L’alleato contro i nemici è la deontologia del giornalismo che, applicata al Brand Journalism, porta con sè la forza della verità, a discapito delle falsità.

Il Brand Journalist è il soggetto che mette in evidenza il risultato, attraverso la narrazione d’impresa e alla forza della memoria, di un rito comunicativo ed evocativo che segna l’identità e la permanenza dei protagonisti, degli eventi e dell’impresa stessa nel tempo e nello spazio.

Il Brand Journalism sostiene le fasi della vita dell’impresa e dei suoi eroi e li aiuta a sentirsi meno soli

Il viaggio dell’eroe nelle imprese è la vera impresa.

La narrazione è fatta di occhi che osservano, di orecchie che ascoltano, di parole che creano, di imprese che vivono per sempre. Proprio come gli eroi.

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(Photo credits: thanks to Steve Halama on Unsplash)