La comunicazione per le aziende passa dalla conversazione e dal legame con i lettori / clienti.

I locali e i luoghi della socialità animati da lunghe conversazioni, incontri e da momenti di convivialità sono ormai un lungo ricordo.

È subentrato uno stato di costante allerta e attenzione a tutto ciò che ci circonda e accade intorno a noi a causa della situazione sanitaria mondiale.

Le relazioni e le modalità di interazione e comunicazione stanno cambiando radicalmente.

In rete è facile e veloce connettersi con le persone; ormai si danno per scontate queste piccole azioni che diventano vere e proprie abitudini.

Quante volte ti sarà capitato di tirare fuori il tuo smartphone durante un momento di attesa come ad esempio una lunga fila per entrare in un ufficio?

Che cosa fai allora per passare quei momenti interminabili? Si controllano le notifiche, i messaggi o le ultime novità pubblicate dai nostri contatti sui social.

Siamo immersi nel mondo digitale per gran parte della nostra giornata e spesso non ce ne accorgiamo proprio. Sembra come se ogni piccolo momento libero debba essere riempito.

La trasformazione digitale in atto sta cambiando il modo di relazionarci e di interagire con le persone e in particolare con i brand.

Queste circostanze ci portano a ricercare il contatto, il confronto e lo scambio di idee altrove.

Le community online svolgono un ruolo chiave nel mantenimento delle relazioni tra gli utenti e nel legame che si crea tra consumatore e brand.

Oggi a soffrire della crisi sanitaria non sono esclusivamente le persone ma anche tutte quelle realtà aziendali che devono mettere in primo piano una comunicazione di valore.

Bloccare o interrompere la comunicazione non è mai la soluzione migliore; anche nei momenti di difficoltà non va persa la connessione e l’interazione con il proprio pubblico.

Le community aiutano le persone a non perdere i legami e i contatti tra le persone e il brand.

Community d’impresa: il bisogno di relazione e confronto

Cosa significa creare una community?

Dar vita a una community significa condividere e accettare che gli utenti-membri possano partecipare alla creazione del valore di marca.

Le community superano i confini territoriali e spaziali perché sono delle aggregazioni di persone che possono connettersi da qualsiasi parte del mondo e che condividono un sistema di valori, gusti e preferenze.

Ogni gruppo sociale è unico e nasce dal bisogno di relazione.

Entrare a far parte di una community o di un gruppo sociale parte da noi stessi.

È un bisogno intrinseco.

Lo stato di necessità e mancanza avvertito ci spinge ad agire, a metterci in moto e ricercare ciò che bramiamo.

Significa aprirsi ed essere disposti a farlo; questa è una scelta completamente intenzionale che dipende dalla persona stessa senza l’influenza o la pressione da parte del brand.

Sentirsi parte di una comunità, che sia grande o piccola, ci gratifica e ci fa sentire bene.

Il fine di queste micro o macro aggregazioni è l’interazione e il bisogno di relazione.

Riporto quanto Nicoletta Apolito ha rimarcato nel suo articolo “Perché costruire una community d’impresa”.

Per le imprese il segreto è creare un Pubblico Alfa: “un gruppo d’élite di affezionati al vertice della catena della condivisione”.

È ora di mettere da parte tutti i tentativi e gli sforzi per guadagnarsi il pubblico per mezzo di tattiche manipolatorie o pubblicità aggressive e commerciali che forzano la relazione.

L’avvicinamento e l’incontro tra marca e consumatore va visto sotto un’altra luce: un punto di vista umano e non commerciale.

Le persone devono percepire la tua comunicazione come personale e unica altrimenti non riuscirai a distinguerti e creare una rete di seguaci.

Si tratta di umanizzare la marca in modo da avvicinarsi alle persone. Alla fine i clienti sono persone come noi, con i propri bisogni e sogni.


Rafforzare la relazione tra marca e consumatore

La fedeltà così come l’attaccamento verso una marca si guadagna nel tempo; ogni relazione di lungo termine richiede tempo e lo stesso discorso vale per quanto riguarda il rapporto tra marca e consumatore.

Anche il semplice atto di acquisto va indagato in profondità, non ci si deve fermare alla superficie.

Le decisioni sono personali e strettamente condizionate da fattori esterni e interni.

L’aspetto relazionale, come il confronto tra pari, e l’aspetto esperienziale, come la prova-prodotto, giocano un ruolo chiave nella scelta finale.

Mai dare nulla per scontato!

Si tende a ricordare con facilità ciò che è andato storto o ciò che non ha funzionato piuttosto che riportare alla mente gli aspetti positivi e vantaggiosi.

Una forte brand community può apportare dei benefici alla marca come:

  • La condivisione: le persone condividono interessi, preferenze e gusti. Immagina questa situazione: conosci da poco una persona della tua età e scopri che ha la tua stessa passione. Immediatamente la percezione che abbiamo dell’altra persona cambierà. Saremo propensi a conoscerla meglio perché si crea una connessione, un piccolo legame che ci lega all’altro. Lo stesso accade nelle community. Si è maggiormente aperti e disponibili verso chi è simile a noi.
  • La generazione di idee: i brand dovrebbero tenere sott’occhio gli spazi online e offline delle proprie community. I consumatori attivi e coinvolti non mancheranno a segnalare eventuali migliorie dell’offerta commerciale o criticità nei servizi. Non ignorare le idee e queste considerazioni perché rappresentano un importante contributo per migliorare la propria offerta.
  • Il sostegno: far parte di una community significa interagire dando ad esempio consigli, condividendo le proprie esperienze ma anche informazioni e conoscenze. È giusto che il brand dia spazio allo scambio di opinioni certo è che il feedback potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Gestire eventuali commenti negativi è la priorità per il mantenimento della brand reputation.


Come definire il tuo piano strategico

Gestire una community richiede l’analisi e la conoscenza degli strumenti online e offline, lo studio della propria audience e delle conversazioni in rete.

Se non si sa dove mettere le mani è sufficiente un piccolo sbaglio per compromettere anche la reputazione più solida.

Oggi i brand si devono dedicare a rafforzare e investire nella relazione con la propria clientela perché le crisi si possono presentare nei momenti meno opportuni.

Non possiamo illuderci che andrà sempre per il verso giusto.

A volte è proprio da una crisi che si prendono le decisioni migliori, quelle in grado di dare una vera e propria svolta al proprio operato.

Quante volte avrai sentito ripetere questa espressione “Si è sempre fatto così!”.

Oltre a essere una frase pericolosa va evitata!

Questo non è il modo corretto di reagire e di pensare perché così non ci sarà mai un cambiamento o un progresso nel modo di comunicare e di relazionarsi.

La situazione attuale deve farci aprire gli occhi; questo è il momento giusto per agire, attuare una vera e propria ripresa.

Ma come è possibile fare tutto questo? Con una strategia di comunicazione appositamente studiata per la tua azienda a seconda delle necessità e obiettivi.

Plaza Media Company è il gruppo di professionisti e professioniste che si dedica alla Comunicazione Strategica e al Giornalismo d’Impresa che offre un servizio internazionale in più lingue: italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo e russo.

Crediamo in un approccio umanistico che metta i bisogni delle persone al centro; Maurizio Corte nel suo articolo “Strategie d’impresa: la comunicazione” sostiene che “solo con un approccio umanistico possiamo entrare in un dialogo. Quel dialogo fatto di ascolto e di proposta, di informazione e di interazione comunicativa”.

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(Photo credits: thanks to Tim Marshall on Unsplash)