Brand Journalism, cultura e produzioni editoriali

Produzioni editoriali e la cultura in impresa, come coltivare le storie per esistere. 

Il termine “cultura” esprime più dimensioni della vita sociale degli individui e delle imprese.

Se da un lato la parola “cultura” richiama il valore della conoscenza, attraverso i libri, le scienze, l’arte e tanto altro. Dall’altro il termine cultura, come è stato elaborato dagli antropologi, è l’insieme di valori, di usi e costumi di una società.

Marco Aime nel suo libro Cultura ci ricorda: “Le culture sono strumenti che servono agli uomini per ordinare a modo loro il mondo che li circonda, per ricollocare, secondo i loro parametri, ciò̀ che apparentemente non ha un ordine. È attraverso i modelli culturali, agglomerati ordinati di simboli significanti, che l’uomo dà un senso agli avvenimenti che vive”.

Questo spazio editoriale nasce per sottolineare l’importanza del narrare la propria storia, privilegiando il settore professionale. Il percorso editoriale è studiato per accompagnare il lettore in un viaggio alla riscoperta delle parole, di un narrare che costruisce valore, proprio attraverso il pensiero, le azioni e i valori nelle imprese, nate per fare business con o senza scopo di lucro.

Finora abbiamo visto chi, quando, perché raccontare la propria storia, attraverso il brand journalism.

In questo post ci concentreremo sulle produzioni editoriali che alimentano la cultura d’impresa, all’interno e all’esterno.

Editoria: attori e produzioni

Quando usiamo il termine editoria, ci riferiamo a un’attività imprenditoriale che produce, distribuisce e commercializza contenuti attraverso i media. L’editore è l’imprenditore dell’attività imprenditoriale.

L’attività editoriale promuove le opere degli autori, facendo prima di tutto un lavoro di selezione.

Le fasi successive, superato il sì “s’ha da fare”, sono la preparazione delle bozze, la cura della parte grafica, la stampa o la digitalizzazione.

L’avvento dell’informatica ha portato un notevole cambiamento nel processo editoriale, con la dematerializzazione della cultura, attraverso la condivisione dei prodotti nel mondo virtuale.

Se dovessimo datare la nascita del mondo editoriale, potremmo scegliere il 1455, come abbiamo visto nel post “Il brand journalism in azienda“. La stampa a caratteri mobili è senza dubbio una delle innovazioni più importanti nella storia dell’umanità.

Il mondo dell’editoria classica è composto da altri attori, oltre l’autore e l’editore. Esistono i traduttori, che hanno pari dignità dell’autore nei libri, i correttori di bozze, i preposti alla produzione e stampa, i distributori, i promotori, i pubblicitari, i critici letterari e i librai.

Le pubblicazioni editoriali possono essere libri, enciclopedie, annuari, quotidiani, settimanali, mensili, ma anche opuscoli e volantini.

Brand Journalism: editoria e impresa

Il Brand Journalism, come attività nell’impresa, può essere applicato a tutti i tipi di pubblicazione appena citati. E il Brand Journalist nel processo editoriale può coprire diversi ruoli, da autore a correttore, da editore a distributore per i prodotti digitali.

Tra tutte le pubblicazioni, quella che mi è particolarmente cara e che mi ha sempre affascinata, la mia preferita, è sicuramente il libro.

Come abbiamo visto in un post precedente: “Il Brand Journalism nelle imprese è molto di più di una storia”. È uno strumento che nasce per promuovere i valori d’impresa, non direttamente i suoi prodotti e/o servizi. 

Brand Journalism: storie di libri, libri di storia

Il libro è una incredibile opportunità di promozione per le aziende.

Le produzioni editoriali nella cultura d’impresa, aiutano a coltivare le storie per esistere e resistere.

Numerosi gli esempi di biografie d’impresa che parlano delle origini di un sogno, trasformato nel tempo, in realtà imprenditoriale.

Alcuni esempi.

Il romanzo storico scritto da Stefania Auci “I leoni di Sicilia”. Narrazione bilanciata tra storia e finzione, avventura della famiglia Florio, sbarcata a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799.

Altro caso, la storia indiretta di un’azienda italiana, la Fiat. L’autore è Tommaso Ebhardt, eccellente giornalista, il libro “Sergio Marchionne”, biografia di un manager che ha portato il colosso automobilistico italiano dal fallimento a società globale.

Una parte della storia della Fiat ci arriva indirettamente, come sfondo al racconto biografico dirompente del soggetto del libro: l’economista studioso di filosofia Sergio Marchionne, seguito nella sua avventura manageriale per quasi dieci anni da Tommaso Ebhardt .

Brand Journalism: la cultura come strategia d’impresa

O come, la biografia di un imprenditore noto in tutto il mondo, Pietro Barilla, nel libro “Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio” scritto dal sociologo Francesco Alberoni. La famiglia Barilla ha segnato con la sua pasta, una svolta epocale per il made in Italy. Centrale nel suo business la cultura e la passione per l’arte.

E poi, un libro che parla di cultura, di arte e di impresa quello di Brunello CucinelliIl sogno di Solomeo – La mia vita e la sfida del capitalismo umanistico”, storia del cammino personale di Cucinelli, da contadino a industriale, attraverso la ricerca della saggezza e di una pratica di vita virtuosa. Nel rispetto della dignità morale ed economica dell’individuo. Esempio di cultura, nella sua accezione di “conoscenza”, che alimenta il business in una prospettiva che legge e fa tesoro del passato per costruire un futuro solido e umano.

Ultimo, ma non per importanza, il caso di un imprenditore soggetto di tante biografie e libri, studiato per il suo modello di impresa internazionale e assolutamente d’avanguardia per il suo tempo: Adriano Olivetti. La sua storia d’impresa, di uomo di cultura lo vede protagonista nelle narrazioni, ma anche editore. Nel 1946 Adriano Olivetti fonda le “Edizioni di comunità” per promuovere la cultura, come spazio d’incontro e luogo di crescita per un sapere moderno.

Brand Journalism: come e perché il libro

Ma allora, cosa può fare il Brand Journalism per lo sviluppo editoriale in azienda?

ll Brand Journalist attraverso le tecniche del giornalismo d’inchiesta ricercaraccoglie, gerarchizza e costruisce la narrazione. E poi segue il processo editoriale dalla stampa alla promozione sui vari canali.

È evidente la forza narrativa di una storia d’impresa diffusa attraverso il libro.

Il valore di un libro?

Eccezion fatta per i libri di Harry Potter, che hanno portato un consistente risultato economico all’autrice, il valore prodotto dall’impegno editoriale è l’autorevolezza.

La storia porta con sé la memoria e la memorabilità degli eventi accrescono il valore delle imprese.

Un libro in una libreria rappresenta, pur sempre, uno spazio misterioso di eternità..

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