Sono nata nel 1990, cresciuta circondata dal verde di un piccolo borgo nel cuore del Cilento, dove si contano più alberi che persone. 

A scuola, la mia classe era composta da 7 bambini: 3 femminucce e 4 maschietti. Ho condiviso con loro gran parte della mia infanzia tra lunghi pomeriggi in bicicletta e mani sempre sporche di terra, erba, e frutta

Grazie a mia zia ho conosciuto presto la magia di una sala cinematografica, le luci si spegnevano ed io trattenevo il respiro fino a quando lo schermo non si illuminava di colori e nuove emozioni.

Oggi, che sono io a scegliere i film, mia zia è rimasta la mia compagna di cinema preferita.

Continuiamo entrambe a rispettare gli stessi ruoli: io che non riesco a contenere la mia eccitazione e parlo a raffica dopo ogni proiezione e lei che in silenzio sorride e annuisce deliziandosi della mia enfasi. 

Sono stata adolescente negli anni al confine con l’era della digitalizzazione.

Non avevo internet né un telefonino, non conoscevo ancora la potenza narrativa del web e l’intrattenimento dei social, ma ho sempre avuto degli alleati preziosi:

  • i libri
  • i racconti di Dickens
  • la mia amica penna

Scrivo da quando mi hanno regalato il primo diario segreto, quello con lucchetto che si nasconde sotto al cuscino. 

Da allora per rendere più accattivante il resoconto monotono delle mie giornate, ho iniziato a scrivere racconti.

Semplici gesti quotidiani si trasformavano in piccole imprese eroiche, poi rileggevo il contenuto e andavo a letto soddisfatta. 

Nel tempo ho affinato le mie doti narrative. La bambina animata da una fervida immaginazione è diventata un’acuta osservatrice della realtà da adulta

Se arriva l’ispirazione giusta avverto l’esigenza di scrivere ovunque mi trovi.

Ogni persona che incontro è materia di studio, ne risalto le caratteristiche fisiche e ne accentuo i lati del carattere più particolari.

Una volta concluso il processo di trasformazione, immagazzino le nuove informazioni e le rendo disponibili per la costruzione dei prossimi personaggi. 

Ormai lo faccio senza rendermene conto. Talvolta sembro distratta, in realtà sono solo stata risucchiata dal mio mondo mentre osservo con attenzione il mio interlocutore e il contesto che ci circonda.

All’improvviso mi esplode un fuoco d’artificio in testa ed ecco che inizio a ricamare la trama di una probabile storia. 

Ho imparato che questa patologia si chiama creatività e si manifesta nelle forme più disparate. Nel mio caso quando ho bisogno di alleggerire il caos emotivo che mi circonda mi rifugio nella scrittura.  

Chi è soggetto alla creatività lo sa bene quanto sia faticoso starle dietro, si è alla costante ricerca di stimoli ed esperienze nuove. La curiosità e la scoperta sono il suo carburante

Soddisfo in parte la mia sete di conoscenza con una laurea in Lingue e Culture Straniere all’Università di Salerno.

Discuto una tesi sul Kriminalroman tedesco, il mio genere preferito, e parto per un viaggio on the road in Scozia. Ritorno a casa animata da una nuova inebriante energia. 

Condivido con le mie migliori amiche la passione per il Regno Unito. Quando il desiderio di distaccarsi un po’ dalla vita di tutti i giorni si fa opprimente, partiamo alla volta di qualche paesaggio inglese immergendoci negli usi e nei costumi locali.

I nostri viaggi sono sempre fonte inesauribile di ispirazione

Dopo qualche esperienza lavorativa in campo sia didattico che turistico, decido di dare un’opportunità ai miei sogni fatti di parole ed emozioni narrative, mi trasferisco a Verona, dove mi laureo alla magistrale di Editoria e Giornalismo.

Qui approfondisco gli studi sulle tecniche di storytelling, applicate all’informazione e alla Comunicazione d’Impresa, e unisco la passione per la scrittura al racconto di storie di vita vera.  

Oggi metto a disposizione la mia creatività aiutando persone, aziende e imprese a sprigionare il loro capitale narrativo.

Modello storie su misura in base ai valori da esprimere, creo universi coinvolgenti e distribuisco emozioni su più canali informativi. 

Con studio e disciplina trasformo la materia grezza in immagini e parole dal forte impatto emotivo. 

Considero il visual transmedia storytelling un oggetto magico molto potente. Vuoi sapere perché? 

  • questa disciplina è capace di sprigionare un potere forte e coinvolgente, se utilizzato con criterio
  • Amplifica le emozioni, ingredienti essenziali per storie ad effetto e dal forte impatto emotivo
  • Genera empatia se indirizzata al giusto lettore
  • Con un’attenta analisi del pubblico a cui è destinato il racconto, immagini e parole insieme mettono in evidenza la propria unicità, distinguendo il prodotto dalla massa
  • i canali di distribuzione degli universi paralleli narrativi di un racconto pensato per essere diffuso su più piattaforme mediali, vengono scelti in base agli obiettivi prefissati in precedenza con lo scopo di innescare un processo di persuasione che sfocerà in un rapporto stretto di fiducia tra l’azienda e il cliente

Il racconto transmediale è il mezzo che avvicina le aziende alle persone, la componente umana di un processo comunicativo talvolta meccanico ed esanime. 

Il mio ruolo è quello di creare tale universo e renderlo fruibile per il target di riferimento. 

Tutti sono provvisti di capitale narrativo. Vuoi scoprire il tuo di quale storia assumerà le sembianze? Scrivi un’email al mio indirizzo: apolitonicoletta@gmail.com 

Parlami di te, della tua azienda, dei tuoi valori e degli obiettivi che vorresti raggiungere. La fantasia ce la metto io