Perché è importante investire in ricerche e iniziative legate alla cultura e alla comunicazione.

Nell’età dell’incertezza, della paura e dell’insicurezza vi sono due strumenti che possono aiutare le persone e le imprese:

  • la conoscenza;
  • la comunicazione

La conoscenza passa attraverso la ricerca, il dibattito, lo studio, il confronto culturale con la diversità.

Solo dal confronto e dal dialogo con chi la pensa in modo diverso da noi possono germogliare i frutti di un avanzamento sul piano culturale. E su quello sociale.

Da parte sua, la Comunicazione è Strategica o non è comunicazione.

Le sue caratteristiche la rendono fondamentale nel rapporto fra le persone.

La comunicazione è fatta di alcuni elementi importanti:

  • l’ascolto;
  • la relazione;
  • il messaggio

L’ascolto è il primo passo per poter avere comunicazione. E non un mero passaggio di informazioni.

Possono passarsi informazioni anche due computer. Ma non creano Comunicazione nel senso più nobile – e più umano – del termine.

I due computer che si mandano informazioni a vicenda, non mettono in comune ciò che più ci caratterizza come persone: i sentimenti.

I sentimenti giocano un ruolo dirimente nel comunicare. Sono i sentimenti che aiutano la nostra parte cognitiva a tenere a bada stereotipi e pregiudizi.

Sono i sentimenti – come la rabbia oppure l’ansia – che chiudono come un angolo acuto la visione che abbiamo degli altri. E del loro mondo. 

Anche la paura ci chiude in un recinto limitato, dal quale abbiamo timore ad uscire.

L’insicurezza è un’alleata formidabile della paura. Ci rende incerti. Ci impedisce di osare. E ci ostacola nella fiducia in noi stessi.

Quanto all’incertezza, è quella che determina il rallentamento economico, culturale e sociale di questo tempo segnato dalle fasi del Covid-19.

Il Coronavirus ha riportato – più del terrorismo e più delle guerre raccontate dai media – il nostro mondo in una fase incerta.

Siamo in un tempo dove tutto rallenta; dove l’errore da ansia è dietro l’angolo; dove sembra di non riuscire a guardare oltre il presente.

L’ascolto, dicevo, è alla base della comunicazione.

Comunicazione: messaggio e relazione fra persone

Il messaggio è il contenuto della comunicazione. Anche qui, due computer possono scambiarsi messaggi. Magari in modo più efficiente e preciso di noi persone umane.

Ciò che ci caratterizza – nella comunicazione – come esseri umani, è la relazione.

La Scuola di Palo Alto, con Paul Watzlawick e gli altri psicologi della comunicazione, ci ricorda che la relazione determina il modo in cui viene trasmesso il contenuto.

La relazione influenza anche il modo in cui il contenuto viene percepito. E la qualità della sua percezione.

A disturbare la comunicazione è il “rumore”.

Un rumore che non è solo quello del disturbo che sentiamo a volte quando il telefonino non prende male o quando vi è un’interferenza; oppure quando qualcuno fa baccano accanto a noi o dall’altra parte della telefonata.

Il “rumore” è anche quello di una relazione squilibrata, ingessata, che impedisce uno scambio paritetico fra due persone.

Non a caso, Paul Watzlawick parla di “patologia della comunicazione”: quando vi è un’escalation e si crea un conflitto; oppure quando un soggetto prevarica sull’altro.

Ascolto, relazione e messaggio qualificano, quindi, la comunicazione. E sono quindi strategici per le imprese e per le persone.

La conoscenza al servizio delle imprese

L’altro strumento che può aiutare le imprese (e le persone) è la conoscenza.

La conoscenza che – ricordavo all’inizio – è frutto di ricerca, di dibattito, di studio e di confronto culturale con la diversità.

Voglio qui citare un esempio di ricerca centrata sulla diversità.

Che cosa c’è di più “diverso” per due genitori di un “figlio adottivo”?

Che cosa c’è di più “diverso” per un figlio di due “genitori adottivi”?

Ebbene, sulla percezione dell’adozione di bambini e bambine – quindi sulla percezione di una peculiare “diversità” – si è concentrata la ricerca universitaria ICONA.

Promossa dall’associazione ItaliaAdozioni, la ricerca – a cui ho collaborato nell’ambito dell’Università degli Studi di Verona – si è preoccupata di capire cosa i cittadini italiani pensano dell’adozione di minori. 

La ricerca ICONA (Italy and Current Opinion on Adoption) rivela che l’opinione sull’adozione di bambini e bambine è positiva, al punto che gli italiani la consiglierebbero, come via da prendere in considerazione, a una coppia che è impossibilitata a procreare.

L’aspetto interessante è che il consiglio di adottare arriva proprio da chi l’adozione la conosce in modo diretto, grazie ai contatti con persone e famiglie adottive.

Sul sito di ItaliaAdozioni vi è un articolo in cui spiego la ricerca.

Qui mi voglio soffermare sul fatto che a quella ricerca hanno creduto, tanto da sostenerla, tre imprese importanti. Dove per “impresa”, come sempre, intendiamo sia il profit che il no-profit:

  • Fondazione Cattolica Assicurazioni,
  • Fondazione Cariplo,
  • Banca di Credito Cooperativo di Milano

Queste tre realtà, peraltro molto conosciute, hanno creduto all’investimento in conoscenza, in ricerca e in cultura.

 

Il vantaggio dell’investire in cultura e conoscenza

Quale vantaggio possono trarne? Lo stesso di chi investe e crede nella sostenibilità, come è stato spiegato qui su BrandJournalist da Sonia Gastaldi.

“Il tema sostenibilità, sempre più vasto, impatta in modo trasversale nella vita degli individui e delle imprese”, scrive Sonia Gastaldi.

Sonia Gastaldi parla poi di sostenibilità narrativa. Ovvero di un modo di fare comunicazione che superi la bulimia informativa.

Ebbene, l’investire in conoscenza e in ricerca significa lavorare per un mondo migliore, dove la diversità diventa un valore e un modo per crescere assieme.

L’investire in conoscenza vuol dire accrescere il “patrimonio umano”.

Significa dare sostanza all’approccio umanistico che – ce lo dicono anche i più grandi esperti al mondo di marketing digitale – è l’unico che può fare avanzare l’impresa.

Conoscenza e comunicazione, sostenibilità e umanesimo.

Non vi è dubbio che la scelta fatta da Fondazione Cattolica Assicurazioni, Fondazione Cariplo e Banca di Credito Cooperativo di Milano va nella direzione di arricchire il “patrimonio umano” di tutti noi.

E va nella direzione di arricchire anche il loro lavoro imprenditoriale, sia esso no-profit o profit.

Questo a significare che anche alle imprese che mirano al profitto conviene investire in comunicazione e in conoscenza.

Da parte mia – avendo prestato, come gli altri ricercatori universitari, a titolo gratuito competenze e tempo – posso dire di essermi arricchito grazie alla ricerca di ItaliaAdozioni.

Un arricchimento sul piano della conoscenza, dell’umanità e certo della comunicazione.

Per una Comunicazione Strategica di qualità abbiamo costruito il gruppo di Plaza Media Company: quattro giovanissime professioniste e due figure senior per comunicare a livello italiano e internazionale. 

Sei persone, sei professionisti con storie personali e di studio, con competenze linguistiche e comunicative diverse.

Perché la diversità, quando è coniugata con conoscenza umanità e comunicazione, diventa un valore inestimabile. E aiuta a fare impresa.

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(Photo credits: thanks to Caroline Hernandez, Unsplash)

La canzone che ti consiglio, da abbinare a questo articolo, è “Ho visto anche degli zingari felici”, di Claudio Lolli, cantata da Luca Carboni e Riccardo Sinigallia.